La nostra Maremma

Il parlar di Maremma e dei Maremmani
8 Ottobre 2013
La trebbiatura dei ceci in Maremma
10 Settembre 2013
Le distese di girasoli in estate (Foto Alessandro Fichera)

Sono nata là..su quel colle delle Colline Metallifere…là dove si pasteggia con cibi genuini innaffiati dal fantastico Monteregio…là dove alla frescura delle quercie e dei pini si sposa la brezza del vicino mare…là dove le strade si colorano con le bandiere che volteggiano in onore delle balestre durante le sfide del Girifalco!
Sono Maremmana con tutta la veracità di questa terra cruda e difficile che tempra nell’anima le sue genti .
Sono figlia di minatore e tutti gli uomini della nostra famiglia si addentravano negli anfratti delle miniere di pirite per sfamare le loro famiglie sfidando un destino duro fatto di fatica e di un rischio quotidiano di venire inghiottiti da nuovi cunicoli in scavo.
Non c’erano alternative e noi ragazzi crescevamo senza tante illusioni e già da piccoli era molto chiaro che nella vita bisognava non aver paura di faticare.
Quando penso alla mia infanzia sento il profumo della terra bagnata e quello dei funghi leccini che spuntavano sotto alle rigogliose piante del leccio, mi rivedo sdraiata sotto a quelle piante e rivedo il contrasto del colore delle foglie con quello cielo terso.
Mia nonna mi portava in campagna dai suoi fratelli e con il carro dei buoi si andava per i campi a raccogliere il grano appena tagliato, il profumo era dolciastro e si amalgamava con il paesaggio assolato.
I maremmani hanno sempre la risposta pronta , forse anche questo trova risposta nelle nostre tradizioni…i canti dei maggerini.

Raggi di sole sulle pendici del Monte Amiata (Foto Raffaella Agresti)

Nei poderi ai primi giorni di maggio si spostano su carri addobbati a festa i cantanti del maggio e quando arrivano ai casolari , nell’aia , al cantante che canta in rima viene risposto, sempre in rima,  dal padrone di casa .
E’ una sfida che finisce con una bella mangiata e tanta allegria , ma la destrezza è quella di trovare prontamente una risposta “Ribotta”.
Ora vivo a Firenze e quando ritorno nella mia terra , mi basta arrivare al bivio di Roccastrada per rivedere il mio amato paesaggio con le mucche che si stagliano sui campi arati e le quercie secolari che le avvolgono con le loro chiome…mi sento già a casa.
Della mia Maremma mi fa sempre compagnia la schiettezza dell’anima e la sua grande generosità che mi fa sentire sempre cittadina del mondo, rendendolo più piccolo e ogni essere umano simile all’altro abolendo ogni frontiera di qualsiasi tipo.
Quando penso all’avventura della vita ed a quello che che serve ad ogni essere umano per affrontare le varie difficoltà , mi piace immaginare che ognuno di noi abbia una grande tasca dove conserva gli arnesi per aprire le porte chiuse che incontrerà e per risolvere i problemi che avrà.
Già , ma quali arnesi serviranno? Sono convinta che gli arnesi sono stati scelti da chi ti ha voluto bene e senza che tu lo sapessi li ha messi nella grande tasca sperando che siano quelli giusti per il tuo avvenire.
Sono ormai certa che il vivere maremmano mi abbia consegnato tutti i “cacciaviti “di cui avrei avuto bisogno e grazie alla Maremma sono riuscita ad essere quella che sono.
Contributo di Meri per Maremmans