La Fattoria Etrusca, un insediamento a 100 metri da casa


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Sono affascinata dal fatto che questa zona sia stata abitata dal popolo etrusco, popolo sul quale, almeno ai miei tempi scolastici, si imparava poco. Oggi si studiano di più, anche all’estero: infatti, nei Papers of the British School at Rome (volume LX 1992) c’è una pubblicazione che riguarda il primo ritrovamento di una fattoria etrusca.
Nel 1983, la dottoressa Ida Attolini scoprì –su segnalazione dei Margiacchi, proprietari del terreno- una costruzione di epoca etrusca nel terreno confinante con noi, a valle del nostro agriturismo.
Gli scavi, fatti in tempi diversi, portarono alla luce sei ambienti con una corte antistante. Non è stato possibile attribuire una precisa destinazione agli ambienti, sebbene la presenza di un telaio e di resti di vasellame indichino che una stanza in particolare era dedicata alla vita quotidiana. A sottolineare l’importanza di questa stanza, sono stati trovati, infissi nel terreno, anche dei pythos (grandi orci simili ai dolia romani), usati per la fermentazione e la conservazione di vino o di altri prodotti. Non sembra che quelli ritrovati nella zona del Tartuchino fossero destinati all’olio, perché impermeabilizzati con resine che lo avrebbero acidificato.
Il portico antistante è stato considerato parte integrante della costruzione; probabilmente era condiviso con gli animali.
In alcuni ambienti sono stati trovati segni di incendio. Il fatto che non ci fossero oggetti completi, ma solo parti di essi, suggerisce che la fattoria sia stata abbandonata e che gli oggetti d’uso e di minor ingombro siano stati portati via.
Sono stati trovati anche frammenti di oggetti risalenti all’età del bronzo: il sito doveva essere stato quindi abitato già in epoca preistorica.
I reperti di epoca etrusca erano prevalentemente resti di oggetti destinati alla cucina, alla conservazione del cibo, al contenimento di liquidi, oltre a chiodi in ferro e asce.

La presenza di vasellame in ceramica delle aree costiere dell’Etruria testimonia piccoli scambi commerciali con quelle zone. Gli Etruschi avevano quindi scelto proprio questa zona, esattamente come noi!

I reperti sono stati portati in un museo e il sito ricoperto di terra. Ciononostante, so che è proprio lì. E l’idea di una continuità di presenza umana dall’età del bronzo ai giorni nostri rende ancora più preziosi per me questi luoghi, scelti e amati da tanti e da tanto tempo.
E se la sera mi siedo in giardino, col naso all’aria a guardare le stelle, so che sto vedendo le stelle come le vedevano gli abitanti della fattoria etrusca: perché qui la densità di popolazione è ancora bassissima e non c’è inquinamento luminoso. Dunque, ciò che vedo adesso è ciò che vedevano loro.

La zona ricade nel comune di Roccalbegna.

Esempio di pythos (Pythos Hermitage, da  Commons Wikimedia)

Esempio di pythos (Pythos Hermitage, da Commons Wikimedia)

Articolo di Rita Marzano per Maremmans.

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